Orma d’ Incontro, di Roberta Preda


Orma d'Incontro

Dalla prefazione di Massimo Pistoja, poeta (curatore dell’opera)

“La poesia di Roberta Preda, giunge sino all’anima.
Un sentiero lastricato di momenti di sconforto e di equilibrio instabile dove solo lei è in grado di lasciar sbocciare in un esplosione scintillante la Poesia. Come accade in questa sua raccolta di poesie dal titolo Orma d’incontro.
Roberta come tutti coloro che hanno dovuto affrontare la vita in prima persona, con questi versi vuole testimoniare l’importanza che l’incontro con l’altro può avere come punto di svolta per la vita di un essere umano lasciandovi un segno indelebile: la sensazione di non appartenenza a un modo di sentire comune risultandone esiliati, la mancanza delle persone care (assenza), la trasformazione del dolore in capacità d’amare sino a giungere alla ricerca di Dio che si nasconde negli sguardi degli altri, come lei stessa dice «…nelle azioni quotidiane, nella stessa durezza della vita non rivelando mai il suo nome…».
Il tutto si sviluppa nella tensione tra due mondi (terra e cielo), nella magia della poesia che è in grado di risanare ferite apparentemente indelebili risalite alla luce. Il bene e il male diventano un connubio indissolubile dentro di noi.
Roberta è cosciente del fatto, che ogni poesia fa a sé, e che ogni lettore trova immagini e sfumature diverse, dettate dallo stato d’animo in cui si trova.
Mi ha colpito in particolare questo passo: «…Io sono la solitudine.In un canto nascondo le mie pene…».
Una sorta di fuga, dalle ombre che occultano i colori, dagli artigli della nebbia che non fa trasparire nulla, che vorrebbe svolgere con timbri differenti l’idea della paura, della morte.
Al termine della raccolta alberga l’idea dell’impossibilità di raggiungere «…il futuro un tempo mai vissuto…», vivendo nel “qui e ora” in cui il presente è già passato. Esiste solo l’oblio della notte delle notti. Lo si può dimorare nel silenzio dei pensieri.
Poesie che abbracciano come artigli la nostra anima, che non abbandonano la solitudine, dimostrazione che scrivere è l’incontro tra le parole e la vita vissuta, segno indelebile liberato su un foglio.

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