Musicisti lomellini: Ettore Schinelli


MaestroSchinelli.jpgEttore Schinelli nacque a Carbonara al Ticino il 31 ottobre 1878. Fratello del musicologo e compositore Achille Schinelli, fu iniziato in giovanissima età allo studio del pianoforte e dell’organo. Conseguì i diplomi di licenza e magistero presso il Conservatorio di Parma. Dal 1905 al 1909 fu direttore della banda di Castellamonte.

La Società orhestrale mortarese (oggi Civica Scuola Musicale) gli chiese di ricoprire il ruolo di direttore; Schinelli accettò e si trasferì a Mortara. Nel 1920, per volontà del prevosto, monsignor Luigi Dughera, fu nominato organista della Basilica di San Lorenzo in Mortara, ruolo che ricoprì fino al 1940. Durante il suo periodo mortarese, scrisse numerose composizioni sacre, la cui esecuzione era affidata alla Schola cantorum Santa Cecilia, voluta nel 1920 da monsignor Dughera.

Nel 1925 compose due Inni per la città di Mortara, sede del Secondo Congresso Eucaristico Diocesano: A Mortara (Inno ufficiale del Congresso) e Inno a Santa Veneranda in occasione delle feste centenarie e della ricomposizione delle reliquie della patrona cittadina nella nuova urna. Il testo dei due inni è del sacerdote Francesco Lora, parroco di Boscomarengo.

Negli anni trenta dedicò alcuni inni alle Suore Missionarie dell’Immacolata Regina della Pace e al loro fondatore, il Beato Francesco Pianzola.

Insieme al fratello Achille scrisse alcune composizioni per piccola orchestra e alcune operette. Lo si ritrova come autore di musica leggera, sotto lo pseudonimo di Hector Silvery.

Va ricordato anche per le composizioni di numerosi brani per banda.

Nel 1939 la ditta Mascioni di Cuvio fu incaricata da mons. Dughera di realizzare il nuovo organo della Basilica, che doveva sostituire l’antico organo Vitani venduto alla chiesa di san Pietro in Asti, dopo i radicali lavori di restauro del tempio. Nel giugno dell’anno seguente, il maestro Schinelli collaudò il nuovo strumento (op. 523 della Fabbrica d’organi Mascioni) con un grande concerto, alla presenza di Vincenzo Mascioni e di molte personalità in campo musicale. Proprio nel 1940 lasciò l’incarico di organista della basilica e si trasferì a Milano, dove insegnò al Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra e ricoprì l’incarico di organista della Chiesa di San Francesco di Paola (Milano).

Nel 1943, già sofferente e ammalato, fu sfollato a Mortara a seguito dei bombardamenti su Milano: in città poté suonare nuovamente l’organo Mascioni, durante la visita pastorale di mons. Giovanni Bargiggia, vescovo di Vigevano.

Morì il 17 novembre di quello stesso anno all’Ospedale Maggiore di Novara; durante i suoi funerali, la Schola santa Cecilia che guidò per vent’anni, gli tributò una toccante esecuzione musicale. È sepolto in una cappella sotterranea del cimitero di Mortara, accanto alla moglie Mary Celada.

 

FacebookTwitterGoogle+

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *