GIUSEPPE GIULIANI – Uno “zingaro” dell’arte


Pugliese di origine, milanese di formazione, lomellino d’adozione. Esordisce come scenografo al Teatro alla Scala, accanto ad un maestro come Nicola Benois. Come  pittore, nella Milano degli anni sessanta ha avuto la ventura di incrociare e frequentare De Chirico, Carrà, Fiume e Lucio Fontana. Prestigiosi riconosci
menti costel12439185_505824112922915_7453610985838817732_nlano la sua carriera artistica e numerosissime sono ormai le mostre personali allestite in importanti gallerie e le partecipazioni ad esposizioni collettive.
Qualche tempo fa, in occasione di una sua partecipazione ad un prestigioso evento presso il Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano, ebbi modo di presentarlo così: “Inquieto, curioso, indagante, sperimentatore poliedrico ed un po’ sfrontato. Se il termine non avesse assunto  (ahimè) un significato sociale così sprezzante, mi piacerebbe definirlo uno “zingaro” dell’arte, un “nomade” tra le più significative
correnti che nel corso degli ultimi cinquant’anni hanno attraversato il pensiero
figurativo del nostro paese. “Moving art”, l’ultimo approdo del suo lavoro, è forse una definizione riduttiva: tutta sua è infatti l’ansia di raccontare l’ineffabile attraverso la connessione del tutto con il tutto, di contestualizzare lo spazio-tempo, di dare un senso, g
iocoso e materico, ad elementi impalpabili come luce e moto.”

A distanza di qualche anno, non posso che confermare il giudizio allora espresso e invitare caldamente tutti a visitare la sua nuova personale: ” Dal Realismo Sociale all’Informale, alla Moving Art, al 3D illuminato” che si terrà presso il Castello Sangiuliani di Mede Lomellina dal 9 al 25 Aprile.

(Edoardo Maffeo) 

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